Storie vere. Gesti semplici. Una sola cura. La responsabilità.

 

L’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus non è finita.

Basta questa evidenza per sentire il bisogno di comunicare.

Di farlo per coinvolgere tutta la nostra comunità.

Noi di Fondazione Giovanni Lorenzini, in questo periodo così delicato e complesso, insieme ad un gruppo di professionisti provenienti da settori diversi nell’ambito della Salute, Cura, Comunicazione, impegnati in prima linea in questa lunghissima fase drammatica per il nostro Paese, scegliamo di trasmettere un forte messaggio di coesione sociale e di responsabilità.

Lanciamo la campagna di comunicazione “La vita in un gesto” anche con l’importante patrocinio della Fondazione CARIPLO.

Il primo video della serie è già visibile on line sul sito della Fondazione www.lorenzinifoundation.org, come simbolo tangibile e spirito di condivisione solidale per la nostra comunità, in questi giorni prossimi al Natale e che assume un significato ancora più speciale.

Le storie che abbiamo scelto, raccontano il quotidiano di ognuno di noi. Protagonisti di una scena a cui tutti apparteniamo. A dimostrazione del fatto che la responsabilità individuale diviene collettiva perché riguarda tutti, nelle diverse fasce d’età, nessuno escluso.

Il primo episodio vede come protagonista un nonno, di una famiglia composta da otto persone che, violando le restrizioni, non hanno rinunciato a festeggiare il Natale tutti insieme. Ciò ha comportato dei seri rischi per tutti e a risentirne, in questo caso, sarà proprio il nonno. Il finale rivelerà però il messaggio di speranza: il rispetto delle norme e delle buone pratiche – in questo caso il distanziamento sociale – ha permesso di evitare l’esito infausto della malattia e del ricovero in terapia intensiva.

Il secondo episodio racconta la vicenda di una giovane donna che, sovrappensiero, si reca al supermercato per comprare qualcosa di essenziale. Non sembra preoccuparsi delle norme di igienizzazione ben segnalate all’interno del supermercato e completa la sua spesa. Una serie di banali gesti la porteranno a contrarre il Coronavirus e a trovarsi ricoverata in ospedale. Per via di complicazioni respiratorie la paziente dovrà indossare il casco CPAP. Anche in questo caso il finale rivelerà che rispettando le norme sarà possibile ridurre il rischio di contagio, così da permettere alla protagonista di respirare all’aria aperta, al parco dopo una seduta di ginnastica.

Il terzo video, infine, tratta il tema dell’isolamento ed ha come protagonista un adolescente, in isolamento nella sua cameretta. Anche l’isolamento si rivela essere un’esperienza drammatica, raccontata attraverso gli occhi di una persona che “non ha vissuto i suoi 16 anni”.

“Sono momenti molto difficili, pieni di stress e di paure per tutti noi e per la comunità in cui viviamo; temiamo per i nostri cari; l’incertezza domina il nostro operare. Dobbiamo fare qualcosa per far capire che a volte basta un gesto per avere un futuro” afferma il Prof. Sergio Pecorelli, Presidente della Giovanni Lorenzini Medical Foundation, NY.

Perché infine le tre storie hanno una sola cura: di proteggere se stessi e gli altri, con gesti semplici, quotidiani e necessari.

Auguri a tutti!

Fondazione Giovanni Lorenzini

 

Si ringraziano, con sentita ammirazione per la collaborazione:

ASST – Spedali Civili di Brescia

www.asst-spedalicivili.it

Croce Bianca di Brescia

www.crocebiancabrescia.org

Si ringraziano per la generosa disponibilità dei componenti del comitato del Progetto: Alessandro Sinyus, Carlo Centemeri, Chiara Caccamo, Daniela Giudice, Eleonora Bosco, Eleonora Diquattro, Fabiana D’Urso, Francesca Zonca, Francesco Broccolo, Marco Di Liberto, Pier Luigi Spada, Silvia Rinaldi, assieme a tutti coloro che hanno lavorato con passione a questo progetto.